Francesco Mutti di Centromarca
Il mercato del fuori casa, con un valore superiore ai 101 miliardi di euro, sta ridefinendo il proprio futuro tra evoluzione della domanda, sfide strutturali e trasformazione digitale. Queste tematiche rappresentano priorità essenziali per fornitori, distributori e punti di consumo, come emerso dalla sessione introduttiva dell’incontro “Consumi fuori casa: industria di marca, dinamiche di mercato e rapporti di filiera”, organizzato da Centromarca a Milanofiori.
Per due giorni, oltre 250 manager delle principali aziende del settore alimentare e non food analizzeranno il panorama dell’Away from Home (AfH) sia dal lato della domanda che dell’offerta, attraverso contributi scientifici e tavole rotonde con protagonisti del settore, tra cui Autogrill, Beverage Network, Cateringross, Lekkerland, Metro e MyChef.
“Con questo seminario vogliamo contribuire allo sviluppo della filiera AfH”, ha dichiarato Francesco Mutti, presidente di Centromarca. “Il contesto attuale richiede idee innovative, sostenibilità, efficienza logistica e digitalizzazione. L’industria di marca ha grandi opportunità, ma per coglierle è necessario superare, insieme ai distributori e ai canali di consumo, le criticità che ostacolano la creazione di valore e il miglioramento dell’offerta per i consumatori”.
Dinamiche di mercato e cambiamenti nei consumi
Secondo Bruna Boroni, direttore Industry AfH Trade Lab, nel 2024 il settore del fuori casa ha registrato un lieve ma costante calo della domanda interna (-1,6%) in termini di visite. I giovani della Generazione Z (-3,1%) e i Millennials (-6,9%) tendono a frequentare meno bar e ristoranti, preferendo ritrovarsi a casa con gli amici per motivi economici e una crescente attenzione al benessere fisico. Dal punto di vista geografico, il calo è più marcato nell’area Nord (-2%) e nelle città medio-grandi (-4%), tradizionalmente motori di crescita del settore.
L’unica occasione di consumo in crescita nel 2024 è la colazione (+0,7%), che sta diventando un momento sociale e social, apprezzato dai giovani per il costo contenuto e la minore complessità rispetto agli appuntamenti serali.
Le diverse tipologie di canale registrano andamenti eterogenei. Le visite alle catene della ristorazione commerciale (+2%) e alle pizzerie (+4%) continuano a crescere, sebbene a un ritmo inferiore rispetto al passato, a causa della concorrenza dei format di prossimità della grande distribuzione. In calo la ristorazione di fascia media (-4%), mentre il segmento premium registra un incremento significativo (+6%). Secondo il modello di previsione “Future Tracking” di TradeLab, nel 2025 il numero di visite potrebbe ridursi ulteriormente del -1,6%, a causa delle incertezze economiche, delle modeste prospettive di crescita del Paese e dell’impatto di nuove normative.
Fattori chiave per la crescita del settore
L’invecchiamento della popolazione e la riduzione del potere d’acquisto stanno modificando le abitudini alimentari, le strategie industriali e i modelli di consumo. In ambito domestico prevalgono esigenze di risparmio e una maggiore attenzione al benessere, mentre fuori casa il gusto e la soddisfazione organolettica rimangono fattori determinanti. La sostenibilità gioca un ruolo sempre più centrale, influenzando la scelta di prodotti e ricette realizzati con materie prime rispettose dell’ambiente e della comunità.
La digitalizzazione è un elemento chiave per ottimizzare i processi, ridurre i costi e migliorare il servizio al cliente. Tuttavia, l’adozione di strumenti digitali nel settore è ancora limitata: secondo Luciano Sbraga, vicedirettore generale Fipe, solo il 24,5% dei servizi di ristorazione utilizza sistemi di ordinazione o prenotazione online, il 9,5% impiega software Erp per l’integrazione delle aree funzionali, il 17,5% si avvale di software di gestione finanziaria e solo l’1,9% utilizza strumenti di customer relationship management.
Un altro tema critico è la carenza di personale, sia in termini numerici che di competenze professionali.
Il ruolo del turismo nel fuori casa
Il turismo rappresenta un fattore determinante per il mercato del fuori casa. Durante il seminario, Stefano Fiori, vicepresidente di Federturismo, ha evidenziato che il valore aggiunto generato dal settore turistico sfiora i 100 miliardi di euro, pari al 13% del PIL (dato Istat 2019). Nel 2024, le presenze straniere negli esercizi ricettivi hanno superato i 250 milioni, registrando un aumento del 6,8% rispetto al 2023 e rappresentando il 54,6% del totale.
Centromarca, Associazione Italiana dell’Industria di Marca, riunisce circa 200 delle principali aziende del settore dei beni di largo consumo, tra realtà italiane e multinazionali, alimentari e non. Complessivamente, le aziende associate rappresentano 2.400 marchi, generano un giro d’affari di 64 miliardi di euro, un valore condiviso di 87 miliardi e impiegano direttamente 97mila persone.