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28 marzo 2025. Da Milano a Treviglio è un piccolo viaggio, ma la voglia di provare il Jia c’era già da un po’. Prenotiamo on line il giorno prima, con la conferma che arriva dopo pochi minuti. La sera della prenotazione, verso le 17 un ulteriore messaggio chiede ulteriore conferma. Un piccolo disturbo ben giustificato da quel popolo di maleducati che prenota e poi non si presenta. Confermiamo e un oretta prima dell’orario partiamo verso la nostra destinazione

Arriviamo al ristorante. Il personale all’ingresso (in sala tutti italiani) ci saluta gentilmente, verifica la prenotazione e ci accompagna al tavolo. Gli ambienti sono piacevoli e moderni, forse non memorabili, ma comunque con un loro carattere.

Scorriamo menu e carta dei vini (dove qualche errore nelle denominazioni viene perdonato grazie alla bella varietà di etichette in carta, cosa non comune nei ristoranti cinesi). Scegliamo l’Insalata piccante di funghi enoki, Ravioli di carne e cipollotti alla piastra, Tagliolini all’olio con gamberi e cipollotti e il black cod in salsa piccante (un fuori menu). La cameriera ci avvisa che nei tagliolini c’è l’aglio e che il balck cod («È un pesce azzurro» spiega, ma in realtà il black cod non è un pesce azzurro, ma un pesce bianco) è davvero piccante. Un Cremant accompegnerà il tutto.

La cena

Il Cremant viene ben servito. Viene stappato al tavolo, fatto assaggiare e sistemato, dopo alcuni minuti, nella glacette. Cominciamo con gli enoki (sono sottili e lunghi funghi, molto piacevoli e saporiti che vedete nella foto in alto). Sono serviti freddi è la salsa che li condisce ha bel carattere, piacevole e deciso. Così anche i ravioli, ottimi al sapore ma leggermente sotto temperatura (vale a dire non abbastanza caldi) che sono accompagnati da una salsa di soia leggermente acidulata. Il ripieno è ottimo e la pasta non spessa. Peccato, però, per la temperatura.

I tagliolini, una porzione corretta, sono gustosi e saporiti. I gamberi ci sono e non sono pochi. L’aglio, preannunciato con timore dalla cameriera, risulta leggero, appena percettibile. Insomma una parvenza molto timida che di sicuro non lascia “aromi”. Ultima, si fa per dire, portata il Balck cod. Cotto perfettamente, risulta morbido e succoso. La salsa, pur saporita, di piccante ha davvero poco. Intendiamoci, il piatto è ottimo, ma piccante no. Chissà perché.

Per finire, non sazi ordiamo anche il branzino in agrodolce, in menu la sera della nostra visita. In pratica un branzino spinato, poi fritto e quindi salsato. Buono e piacevole. Tiramisu finale nella norma con variante orientale che vi invitiamo a scoprire. Buono il sake allo yuzu, dal gusto vagamente di pompelmo, molto fresco e davvero piacevole.

La nostra valutazione

Esperienza: cena serale, in coppia.

Cucina: cinese “ammorbidito”, senza i picchi di gusto che caratterizzano spesso i piatti di questa cucina. Un po’ di coraggio in più sarebbe stato apprezzato, ma indubbiamente l’esperienza è ottima.

Materie prime: fresche e di qualità. Ottimi entrambi i pesci assaggiati.

Rapporto qualità prezzo: corretto. La qualità si paga. Noi abbiamo speso 76 euro in due (32 euro di vino escluso).

Note: bene la fase di prenotazione e ok la richiesta di conferma. Ok anche il piccolo sondaggio che vi viene chiesto di compilare il giorno dopo la cena. L’ennesimo messaggio che vi chiede il livello di soddisfazione e, se soddisfatti, di lasciare una recensione (ovviamente positiva) su trip forse è un po’ eccessivo.